EX CHIESA DI SAN BENEDETTO

Via Dei Mille, 20

La chiesa sconsacrata di San Benedetto faceva parte di un vasto complesso monastico dalla lunga storia, comunemente chiamato “Ex-caserme” e racchiuso tra via dei Mille, via Stretta Lunga, via Piccio, via Racchetta e via Chiara Novella. Si tratta di uno dei più vasti complessi monastici cittadini, sorto in quell’area suburbana che venne poi assorbita nel contesto cittadino a seguito dell’erezione di una seconda cinta muraria. Le prime notizie riguardanti la fondazione del complesso monastico rimandano a quando, nel 1089, l’abate Damiano di Nonantola, concedendo un pezzo di terra “vicino alla città”, autorizzò che si costruisse il suddetto monastero. Tuttavia, non tutti gli storici locali concordano sulla datazione e se alcuni anticipano la fondazione al 1037, altri la collegano alla devota volontà dei coniugi Ardino e Edina nel 1064. Un dato, comunque, rimane certo: ai monaci che per primi vi si insediarono subentrarono le Benedettine, sebbene da un atto del 1100 si possa ipotizzare ancora la presenza dei monaci, tant’è che nel 1153 il vescovo cremonese Oberto da Dovara, per porre fine a questa inammissibile coabitazione, dovette affidare la chiesa e l’annesso convento all’abbadessa Giuliana. L’ultimo atto della secolare storia risale al 1784, epoca della soppressione da parte dell’Imperatore Giuseppe II.

Dell’antico monastero sono giunti fino a noi solo uno dei due chiostri che lo formavano e la chiesa. Particolarmente interessante è proprio quest’ultima, che conserva ancora qualche decorazione gotica come gli archetti in cotto intrecciati su peduccio, che ornano uno degli spioventi del tetto, e le due nicchie archiacute del contrafforte angolare. Dell’interno, che era diviso in due parti, una per le monache e una per i fedeli (secondo la normale tipologia monastica), si è conservata abbastanza bene la seconda, la quale è decorata dal grande affresco di Angelo Innocente Massarotti (1654-1723), rappresentante la gloria dell’ordine di S. Benedetto. L’affresco pone al centro della scena San Benedetto e la sorella Santa Scolastica, affiancati da santi benedettini e dai quattro papi dello stesso ordine; la scena si conclude al vertice con la visione di un luminoso empireo nel quale è collocata la SS. Trinità, con una gloria d’angeli musicanti, mentre tutt’intorno, in una architettura dipinta, sono disposti monocromi e telamoni. Si tratta di un’opera assai significativa per la cultura barocca cremonese, grazie ai suoi grandi effetti prospettici e alle enfatiche movenze dei personaggi, che un colorismo ancora secentesco rende più vivaci.

Easy to Read: Ex Chiesa di San Benedetto PAF 2019