CORTILE DI PALAZZO DELL’ARTE

Piazza Marconi (Museo del Violino)

“Palazzo dell’Arte” è il più illustre rappresentante dell’architettura cremonese della prima metà del Novecento. Gli anni Trenta del secolo scorso rappresentano per Cremona un’epoca cruciale: il regime fascista opera un processo di rinnovamento urbanistico che sconvolge l’assetto del centro storico. Lo spazio che l’edificio attuale occupa nasce infatti dalla precedente demolizione della Chiesa di Sant’Angelo, una delle più antiche della città. A questa prima distruzione fa seguito quella del chiostro e delle costruzioni a questo abbarbicate, definite malsane. L’intento è quello di ricavare un’area monumentale che chiuda il tracciato dell’antico cardo maximus e che possa ospitarne i diversi mercati. La costruzione dell’imponente palazzo è fortemente voluta da Roberto Farinacci. Il progetto viene affidato all’architetto Carlo Cocchia e viene completato nel 1941; la costruzione avviene, nonostante diverse interruzioni, tra il 1942 ed il 1946. L’impianto contempla due ali contenenti, in origine, due corti e collegate da portici su colonne delimitanti uno spazio aperto. Mattone e marmo definiscono la struttura, coniugando il colore del cotto e la solidità della pietra. Dopo quasi mezzo secolo in cui ha subito diversi tipi di utilizzo, Palazzo dell’Arte è tornato all’antico splendore grazie all’intervento della Fondazione Arvedi-Buschini. I lavori si sono conclusi nel mese di settembre del 2012 ed oggi l’edificio ristrutturato accoglie il Museo del Violino. Questo centro del turismo cremonese ospita collezioni di liuteria che ogni giorno vengono visitate da turisti provenienti da tutto il mondo e propone concerti ed audizioni con strumenti originali. Il Museo guida il pubblico all’ incontro con i grandi Maestri – Amati, Stradivari, Guarneri – seguendo una traccia equilibrata di arte e artigianalità, creatività e tradizione che dalle botteghe tardo rinascimentali giunge fino ad oggi.

Easy to Read: Palazzo dell’arte PAF 2019