CORTILE DEL MUSEO CIVICO | PALAZZO AFFAITATI

Via Ugolani Dati, 4

Situato nei pressi del centro storico della città, il palazzo porta tuttora il nome dei committenti, gli Affaitati, facoltosa famiglia di banchieri e mercanti, arricchitasi a tal punto da sostenere con i propri denari la guerra di Carlo V contro gli Olandesi. Fu Gian Carlo Affaitati a volere la creazione del palazzo gentilizio, la cui costruzione fu poi portata a termine dal figlio Francesco nel 1570.

Degno simbolo del grado sociale raggiunto, il palazzo fu progettato con fasto e magnificenza dall’architetto Francesco Dattaro allo scopo di ospitare non solo la famiglia del banchiere, ma una vera e propria piccola corte. La struttura, fastosa e imponente, è improntata al manierismo dell’epoca, con una facciata rimasta sostanzialmente immutata e caratterizzata da un bugnato liscio e scandita da finestre sormontate da timpani triangolari e curvilinei. La divisione orizzontale, costituita da una fascia marcapiano ornata da un fregio a greca, funge da parapetto per il piano nobile, che a sua volta ripropone la stessa suddivisione degli spazi e si conclude con una cornice di gronda sorretta da mensole antropomorfe. Al centro della costruzione si colloca il maestoso portale settecentesco con colonne doriche, risalente al tempo in cui i marchesi Magio, nuovi proprietari del palazzo, decisero di ingrandire l’edificio con l’acquisto delle costruzioni confinanti e vi aggiunsero anche lo scenografico scalone realizzato da Antonio Arrighi nel 1769, capolavoro del barocchetto lombardo.

Altrettanto prestigiosi risultano gli interventi ad opera di Giacomo Guerrini, riguardanti gli ambienti prospicienti via Ugolani Dati, con scene di Amore e Psiche e altre rappresentazioni mitologiche; mentre nel grande salone che si apre a destra della scalinata fanno bella scena i dipinti in chiaroscuro ad opera di Giovanni Manfredini.

Passato infine alla famiglia Ugolani Dati, l’edificio fu da questa donato ai Padri Ospedalieri Fatebenefratelli nel 1827, i quali lo trasformarono in ospedale, poi soppresso nella prima metà del Novecento

Acquistato dal Comune nel 1924, l’edificio fu destinato a sede del Museo Civico, costituito principalmente dalle raccolte della famiglia Ponzone e poi ampliato con le opere provenienti da alcune chiese cremonesi soppresse. All’interno del complesso vi ha sede anche la Biblioteca Statale, che rappresenta oggi una delle più importanti della Lombardia per il suo patrimonio di manoscritti, pergamene, incunaboli e cinquecentine, oltre ad ospitare numerose sale di lettura, compresa la Sala dei ragazzi “G. Ghisalberti”, che raccoglie e mette a disposizione materiali bibliografici monografici e periodici adatti al pubblico più giovane.

Easy to Read: Palazzo Affaitati PAF 2019