CHIOSTRO DI SANT’ABBONDIO

Piazza Sant’Abbondio

Il chiostro di Sant’Abbondio, stupendo esempio di architettura rinascimentale a Cremona, venne costruito nel 1511 in sostituzione di uno precedente dalle forme più modeste. L’edificazione di questa struttura si colloca in un periodo di particolare fermento artistico e architettonico che aveva interessato l’intero complesso, all’epoca appartenente all’ordine degli Umiliati.

Il chiostro fa parte di una struttura più ampia che comprende anche la chiesa omonima – a navata unica coperta da volte a crociera -, il santuario della Vergine Lauretana e il campanile.

I primi documenti che attestano l’esistenza di Sant’Abbondio risalgono al X secolo, quando il vescovo Olderico concesse la chiesa e l’annesso monastero ai Benedettini, ai quali subentrarono poi gli Umiliati nel 1246. Con la soppressione di questi ultimi, avvenuta nel 1571 con la Bolla papale di Pio V, il vescovo Niccolò Sfondrati, futuro papa Gregorio XIV e molto attento alle esigenze della riforma tridentina, affidò la cura della chiesa all’Ordine dei Teatini, che vi operò un nuovo rifacimento nelle forme visibili ancora oggi.

L’accesso al chiostro avviene dalla piazzetta adiacente alla chiesa e fornisce al visitatore uno stupendo colpo d’occhio sulla monumentale struttura a due piani. Il lato meridionale, confinante con la chiesa, ha subito modifiche nei corsi dei secoli successivi all’edificazione e si presenta incompleto rispetto alle altre sezioni.

La struttura riprende elementi architettonici, stilistici e decorativi di puro gusto bramantesco che sarebbero stati recepiti dall’ideatore del progetto, identificato da alcuni recenti studi nell’architetto Cesare Cesariano, molto vicino alla famiglia dei Landriani e quindi anche a Gerolamo, preposito di Sant’Abbondio. Al piano terra, la chiara scansione degli archi impostati su eleganti colonne di ordine ionico, ai quali si sovrappone la loggia dell’ordine superiore, è permeata da un intenso pittoricismo derivante dalle molteplici variazioni chiaroscurali e dalle variazioni coloristiche della bicromia dei materiali e delle decorazioni in cotto. Sempre al primo piano del chiostro si affacciano ancora alcune stanze che conservano interessanti testimonianze pittoriche risalenti agli anni appena successivi al 1511. Il secondo piano, in parte occupato da appartamenti per i sacerdoti, è dedicato ad accogliere le stanze del Museo Lauretano in cui sono conservati interessanti opere d’arte e ex-voto legati alla storia del complesso di Sant’Abbondio.

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