CASA SPERLARI

Via Palestro, 32

Carlo Sperlari, noto imprenditore cittadino e presidente della Camera di Commercio, nel 1923 acquisì due edifici situati in via Palestro, con l’intento di ricavarne una comoda abitazione e spazi da affittare. Il progetto e la realizzazione, affidati all’affermato architetto Vito Rastelli, si rivelarono pienamente conformi all’estetica decorativa dettata dalla presenza della dittatura fascista.

Casa Sperlari, oggi, si presenta depauperata di arredi ed elementi decorativi ma, quel che sopravvive alla vista, racconta ancora chiaramente il gusto della committenza e il periodo storico da cui esso dipende. La decorazione di tutto l’edificio presentava gli elementi caratteristici di un revival ispirato alle produzioni artigiane medievale e rinascimentale, già protagoniste nel movimento inglese Arts and Crafts del secolo precedente, ma dal cui spirito corporativo traeva vigore anche l’ideologia fascista, capace di appropriarsi dei linguaggi artistici del passato e di soggiogarli alla sua dottrina.

In quella che oggi è definita “sala ’400”, originariamente era adibita a sala da pranzo, un caminetto, pesanti tappezzerie a simulare i preziosi tessuti rinascimentali, lampadari in ferro battuto e fregi decorativi su pareti, trasportavano l’ospite in un tempo e in un immaginario lontani. Di particolare pregio risulta il soffitto, realizzato dal pittore Carlo Gremizzi attorno al 1925 e decorato con ottanta tavolette lignee disposte in otto file intervallate da travi sobriamente decorate. Su un fondo color ceruleo chiaro, volti maschili e femminili – condottieri, sovrani, regine, signori, artisti, letterati, medici vissuti tra Medioevo e Rinascimento e abbigliati secondo i dettami della moda dell’epoca – si alternano a stemmi difficilmente riconducibili a precisi casati.

Anche la struttura architettonica del cortile offre la sensazione di entrare in un passato con connotazioni quasi fiabesche. Non mancano, tuttavia, i riferimenti alla reale contemporaneità: i fregi con cornucopie e le tavolette da soffitto che compongono, reiterandola, la scritta “vinces in labore” ci ricollegano al committente Carlo Sperlari alludendo chiaramente alla sua attività imprenditoriale. Sia all’interno che all’esterno è evidente la sinergia con cui operarono progettista, decoratore e committente, i quali avevano ben chiaro il ruolo, la funzione e le potenzialità racchiuse in questi piccoli dipinti; i soggetti, tratti da modelli iconografici rinascimentali piuttosto noti, sono parte attiva nella costruzione di un preciso significato. È questa operazione intellettuale, seppure non filologicamente rigorosa, a rendere ancora più interessate la decorazione di questa abitazione.

Oggi Casa Sperlari rappresenta un punto di riferimento per le attività culturali cittadine ospitando la sede dell’associazione A.D.A.F.A. Amici dell’Arte – Famiglia Artistica, sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte.

EASY TO READ: Casa Sperlari PAF 2019