Porte Aperte Festival 2020: verso un’edizione “light”

Come ogni anno, anche in questo weekend di metà maggio, avevamo abituato noi stessi e voi che ci seguite ad essere presenti al Salone Internazionale del libro, per promuovere la quinta edizione del Porte Aperte Festival, da mesi programmata per il 26-27-28 giugno prossimi.

Non ci saremo.

Molte abitudini consolidate sono state sradicate in questo tempo sospeso e dilatato che stiamo attraversando, a cui fatichiamo ad adattarci. Anche questa, purtroppo.

Ci manca Torino. CI manca il Lingotto. Ci manca l’abbraccio gioioso con gli autori, le amiche e gli amici delle case editrici, con i colleghi organizzatori di altri Festival, con i giornalisti, gli addetti stampa, gli appassionati. Ci manca la calca tumultuosa ed eccitata del Salone. L’incontro con i talenti emergenti e con i nuovi romanzi in uscita. Le discussioni accalorate tra noi sulle scelte delle nuove opere da portare a Cremona, sugli artisti da valorizzare e le esperienze da condividere con voi. Ci manca il PAF.

Stiamo tutti cercando di capire “se”, “quando” e “a quali condizioni” si potrà tornare ad organizzare appuntamenti culturali pubblici, che comportino assembramenti di persone, seppur nel rispetto delle necessarie garanzie per la salute individuale e collettiva.

Confidiamo nel grande senso di responsabilità che in questo momento ciascuno di noi è chiamato ad avere, in ogni gesto, prassi, comportamento e stile di vita.

Attendiamo protocolli e decreti, ma ci piacerebbe che la domanda da porsi da parte di tutti non fosse tanto “mi autorizzeranno o mi vieteranno di svolgere questa attività?”, bensì “questa attività (sia essa economicamente rilevante o meno) è pericolosa per me e per gli altri?”

Con questo approccio responsabile, e con lo sguardo rivolto alle indicazioni provenienti dalle autorità sanitarie, e nel contempo ai volti del nostro amato pubblico, stiamo comunque cercando di immaginare un’edizione “light” del Porte Aperte Festival 2020.

Sentiamo di doverlo alla città, alle 15.000 persone che ci hanno seguito tra le piazze e i cortili di Cremona lo scorso anno, ai nostri magnifici volontari e volontarie, ai lavoratori dello spettacolo e della cultura, che stanno in questo momento soffrendo più di altri gli effetti di questa emergenza sanitaria, al micro commercio cittadino, alle istituzioni locali, che sempre ci hanno sostenuto e che – come noi – sperano di poter contribuire alla rinascita, anche e soprattutto a partire dall’incontro con la cultura e con l’arte. Lo dobbiamo un po’ anche a noi stessi, per l’impegno gratuito e appassionato che abbiamo dedicato in questi anni a far nascere questo piccolo bruco che pian piano si sta trasformando in farfalla multicolore. Per non spezzarne il volo.

Siamo in rete anche con altri soggetti che su questo territorio operano per fini analoghi, perché non dalla competizione, bensì dalla sinergia e dalla condivisione, nascono le esperienze più belle e utili per un territorio.

Speriamo dunque di poter annunciare al più presto che il PAF 2020, che sicuramente non si potrà tenere come preannunciato a fine giugno, possa svolgersi in un weekend della seconda metà dell’estate, seppur probabilmente in un formato ridotto e subordinato al distanziamento sociale ed alle giuste precauzioni che ognuno di noi dovrà assumere.

Ma sarà ugualmente bello ritrovarci e, in attesa degli abbracci, poter almeno tornare ad incrociare i nostri sguardi assetati di relazioni, di vita e di conoscenza. A presto!

I curatori del Porte Aperte Festival

Iscriviti alla newsletter